Il partito dei pirati

E’ già da un po’ che in Svezia di parla del partito dei pirati.

Hanno un loro manifesto che parla delle loro idee, di cosa vorrebbero nella vita di tutti i giorni e hanno un programma.

Hanno raccolto abbastanza soldi e iscritti da poter entrare nel parlamento svedese e dire la loro.

La cosa interessante e’ che cercano di mantere l’utopia iniziale di internet: una libera rete dove circolano libere informazioni.
La cosa si e’ evoluta nel tempo per via dell’impronta commerciale ed economica che ha favorito lo sviluppo di Internet.
La cosa e’ deteriorata quando hanno iniziato a circolare copie pirata di SW e film. A quel punto le Major cinematografiche e discografiche si sono sentite in dovere di dire alla gente cosa si poteva fare con i contenuti comprati. La cosa si riduce ad una sola parola: nulla.

Anche se ho comprato un CD audio e lo volessi riversare sul mio IPod, non potrei: la legge non lo permette. Teoricamente l’unico modo che ho per ascoltare quel disco e’ comprarlo nuovamente dal sito della Apple ITunes.

Non voglio nemmeno parlare dei CD che vengono venduti all’insaputa del client senza la dicitura “compact disk”: Questi non funzionano nemmeno sulla costosissima autoradio che avete comprato ( a me e’ successo su 4-5 CD).

Per farla breve, sono state approvate delle leggi che vessano il consumatore di film/cd.

Una delle cose che approvo e’ la richiesta di avere degli standard che permettano, tramite gli opportuni strumenti informatici, di ascoltare la propria musica legalmente acquistata in un qualunque riproduttore.

Le altre cose come l’anonimato per rubare non mi trovano d’accordo: come sviluppatore e’ giusto essere ricompensati per quello che si produce.

A questo proposito ho appena fatto un versamento a NeoOffice, un porting di OpenOffice su Mac OS X che funziona a meraviglia, molto meglio di Office della Microsoft del quale ho disinstallato anche la versione trial che mi forniva la Apple.

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